Rive Roshan: tra Parigi ed Eindhoven il design invita a rallentare

Vetro, luce e tessuti che cambiano colore: lo studio di Amsterdam presenta una serie di installazioni che trasformano la percezione in un’esperienza da attraversare.

Siamo abituati a guardare moltissimo e a osservare sempre meno. Scorriamo immagini, seguiamo suggerimenti, lasciamo che un algoritmo decida cosa merita la nostra attenzione. Il lavoro di Rive Roshan parte da una possibilità diversa: fermarsi davanti a una luce che attraversa il vetro, seguire un colore mentre cambia, scoprire come uno stesso oggetto possa apparire differente semplicemente spostandosi di qualche passo.

È il filo che unisce le presentazioni dello studio di Amsterdam a Parigi e alla Dutch Design Week 2026 di Eindhoven, in programma dal 17 al 25 ottobre. Due appuntamenti che raccontano una ricerca comune, nella quale materiali e tecnologia diventano strumenti per dare forma a fenomeni quotidiani che spesso ci sfuggono.

Fondato da Golnar Roshan e Ruben de la Rive Box, lo studio lavora tra arte e design, traducendo l’osservazione della natura in superfici, oggetti e ambienti. I riflessi sull’acqua, le variazioni del cielo e il ritmo della luce durante la giornata diventano il punto di partenza di opere che chiedono al visitatore di partecipare con il proprio sguardo.

A Parigi, Garden of Hope intreccia luce e memoria

A Parigi questa ricerca incontra BOON_MONCEAU, un hôtel particulier ottocentesco affacciato sul Parc Monceau, reinterpretato da BOON_ROOM come uno spazio in cui convivono arte, interior design e design da collezione. Qui le opere entrano in relazione con la vita della casa, con le sue stanze e con la luce che cambia nel corso delle ore.

Nel giardino trova posto Garden of Hope, presentata per la prima volta ad Alcova durante la Milano Design Week 2026. Strutture monolitiche in vetro colorato dialogano con la vegetazione, le facciate in pietra e i balconi in ferro battuto. Le superfici lavorate scompongono e rifrangono la luce naturale, modificando continuamente la percezione dell’installazione.

Alla componente visiva si affianca una dimensione sonora che porta il progetto sul terreno della memoria. All’interno delle strutture, elementi luminosi in movimento seguono una coreografia sviluppata con Studio Ravenhorst, legata al ritmo di uno storico canto persiano di resistenza e speranza. A interpretarlo è Nava, una cantante iraniana generata con l’intelligenza artificiale, creata da Farbod Mehr: una voce contemporanea che restituisce una composizione appartenente alla storia collettiva.

Il riferimento alla cultura persiana attraversa anche il simbolismo del tulipano, associato nel progetto alla memoria e alla rinascita. L’eredità iraniana e australiana di Golnar Roshan incontra così le radici olandesi di Ruben de la Rive Box in un’opera che intreccia esperienza personale e desiderio di connessione.

Circadian Marquetry Panels: il ritmo del corpo diventa colore

All’interno della residenza, i Circadian Marquetry Panels spostano l’attenzione verso il tempo del corpo. Realizzati attraverso la tecnica di intarsio del vetro sviluppata dallo studio, accostano texture differenti per evocare i riflessi mobili dell’acqua. Il riferimento è il ritmo circadiano, l’orologio biologico che scandisce l’alternanza tra sonno e veglia in relazione alla luce ambientale. I pannelli ne propongono un’interpretazione visiva, rivelando sfumature diverse con il passare della giornata.

Beacons of Hope illumina la Dutch Design Week

A Eindhoven, la ricerca di Garden of Hope prosegue con Beacons of Hope, realizzata per la mostra collettiva A Hopeful Future al Klokgebouw. Il rapporto con il giardino lascia spazio a una composizione scultorea di elementi in vetro lavorato e acciaio, animata da una coreografia luminosa sviluppata ancora con Studio Ravenhorst. Colore, movimento e rifrazione costruiscono un’esperienza condivisa, invitando il pubblico ad alzare lo sguardo e seguire le variazioni della luce.

Ways of Seeing, un paesaggio di tessuti da attraversare

Il tema della percezione diventa ancora più esplicito in Ways of Seeing, presentata da NCS Colour negli spazi di Piet Hein Eek, con la curatela di Other Degree e la direzione creativa e il progetto dell’installazione firmati Rive Roshan. Il punto di partenza riguarda le migliaia di decisioni quotidiane influenzate da feed, algoritmi e sistemi automatici. Quanto spazio rimane per scoprire qualcosa attraverso i propri occhi?

La risposta prende la forma di un paesaggio di tessuti trasparenti sovrapposti, che traduce il sistema cromatico NCS in un ambiente percorribile. La luce attraversa gli strati e genera combinazioni di colore mutevoli. Una scala conduce a un’apertura nei pannelli tessili: da lì si entra nel cuore dell’installazione, dove ogni spostamento modifica ciò che si vede.

Con WEEEF, la seta cambia colore seguendo lo sguardo

Completa il percorso la collaborazione con WEEEF, il marchio di design da collezione di EE Exclusives, esposta a Space for Textiles. Rive Roshan ha sviluppato una serie di opere con una tecnica di tessitura lenticolare tridimensionale: pannelli in sottili fili di seta che cambiano colore mentre l’osservatore cammina davanti alla superficie. Il movimento del visitatore diventa così parte dell’opera.

Tra Parigi ed Eindhoven, questi progetti riportano l’attenzione su un gesto elementare: concedersi il tempo di guardare. La tecnologia interviene nella tessitura, nelle coreografie luminose e persino nella voce di una cantante virtuale, mentre l’esperienza resta profondamente fisica. Servono occhi, movimento e presenza. E basta cambiare punto di vista perché qualcosa che sembrava già conosciuto riveli un altro colore.

Immagine di Silvio De Rossi
Silvio De Rossi

Ottobre 21, 2026

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