Tre metri e novanta di vettura possono bastare per fare la voce grossa nel B-SUV? In casa Hyundai dicono di sì, e per dimostrarlo hanno tolto i veli alla nuova Bayon. Nessuno stravolgimento concettuale, sia chiaro. Il piccolo crossover compatto coreano, costruito negli stabilimenti turchi di Izmit per rifornire i mercati europei, resta fedele alle sue dimensioni contenute. Eppure, a guardarla bene, questa seconda vita porta in dote una maturità estetica e tecnologie di bordo che fino a ieri erano riservate a modelli di categoria ben più alta.
È un passaggio strategico cruciale per la filiale europea, confermato dalle parole del numero uno Xavier Martinet:
“La nuova Bayon è molto più di un semplice ritocco estetico. Abbiamo voluto accentuare la sua anima da SUV vero aumentando lo spazio a bordo, la vivibilità e portando in dotazione tecnologie che la gente si aspetta su auto ben più grandi. Nel segmento B, che in Europa macina numeri pesantissimi, questa vettura rappresenta il nostro asso nella manica per conquistare nuovi clienti. E la spinta sarà ancora più forte a partire dal 2027, quando a listino entrerà la variante ibrida.”
Uno stile che non passa inosservato
A livello visivo il salto di qualità si nota subito. Gli sbalzi ridotti e la silhouette agile pensata per districarsi nel traffico urbano sono rimasti al loro posto, ma adesso l’impostazione stilistica fa la voce grossa. Il frontale reinterpreta la filosofia Art of Steel affidandosi a una firma luminosa a LED che corre senza interruzioni da parte a parte, subito sopra la piastra paracolpi geometrica e i proiettori LED con luci di svolta.
Di profilo spuntano i passaruota marcati, le modanature protettive a contrasto e i montanti scuri che snelliscono la linea del tetto, sormontato dalle barre portatutto. Dietro ritornano i motivi geometrici dell’anteriore con gruppi ottici affilati e un finto scivolo inferiore che allarga visivamente la coda. Il catalogo si arricchisce con cerchi in lega da 18 pollici, tetto a contrasto nero e una palette di colori che accoglie tre tinte opache piuttosto particolari: Vibrant Blue, Ice Blue e Fierce Red.
Per chi vuole un pizzico di grinta in più c’è l’allestimento Hyundai Bayon N Line. Qui il look si fa più tagliente grazie alla griglia frontale con trama a maglia tecnica, appendici aerodinamiche sul paraurti, dettagli in nero lucido e cerchi dedicati. Dietro spunta un estrattore che racchiude il doppio scarico a vista, mentre dentro l’abitacolo spiccano i sedili sportivi in pelle scamosciata e tessuto.
L’abitacolo: maxi schermi e comfort da viaggio

La vera sorpresina arriva una volta saliti a bordo. La plancia delle versioni più ricche è dominata dal doppio schermo panoramico curvo: due display da 12,3 pollici integrati in un unico elemento che gestiscono strumentazione digitale e infotainment. L’integrazione con Apple CarPlay e Android Auto wireless avviene senza fili, mentre grazie al sistema Hyundai Digital Key 2 si può dire addio alla chiave fisica e sbloccare l’auto direttamente da smartphone o smartwatch.
Ordinando l’Entertainment Package si possono guardare i contenuti in streaming (YouTube compreso) sullo schermo centrale quando l’auto è ferma, sparati a tutta colla dall’impianto audio Bose Premium Sound System a 8 altoparlanti. La gestione delle ricariche è affidata alla piastra a induzione frontale e a tre prese USB-C distribuite tra davanti e dietro.
Ma è sullo spazio interno che i tecnici hanno spinto di più. Con il passo allungato, chi siede dietro ottiene valori di abitabilità posteriore per gambe, testa e spalle tra i migliori della categoria. I passeggeri posteriori hanno a disposizione schienali reclinabili, bracciolo centrale con portabicchieri, bocchette dell’aria dedicate e persino i sedili riscaldabili. Davanti troviamo sedili riscaldati e ventilati con supporto lombare per il guidatore, materiale morbido nei punti di contatto, climatizzatore automatico bizona, tetto panoramico apribile e luci ambientali a doppia tonalità. Il bagagliaio delle versioni a benzina conferma una capacità di carico di 440 litri, gestibili tramite il fondo regolabile su due livelli e la cappelliera riponibile nel sottofondo.
Sicurezza e motori: la svolta full hybrid arriva nel 2027

La dote di sistemi di assistenza alla guida raggruppa sotto il pacchetto Hyundai SmartSense quasi tutto quello che la tecnologia attuale permette: dalla guida assistita in autostrada (Highway Driving Assist 2) alla frenata automatica d’emergenza (Forward Collision-Avoidance Assist 2), fino al mantenimento attivo della corsia, al cruise control adattivo e al monitoraggio dell’angolo cieco (Blind-Spot View Monitor). In manovra ci pensano la telecamera a 360 gradi (Surround View Monitor), la frenata d’emergenza in retromarcia e la scansione del traffico incrociato posteriore a evitare piccoli urti da parcheggio.
Sotto il cofano, il debutto commerciale avverrà inizialmente con le classiche motorizzazioni a combustione interna. La vera novità meccanica è attesa per una fase successiva con il lancio del propulsore Full Hybrid. Lo schema abbinerà un quattro cilindri a benzina 1.6 GDI a un motore elettrico e al cambio automatico a doppia frizione a 6 rapporti, per una potenza totale di 138 CV. Una soluzione interessante riguarderà la frenata rigenerativa adattiva, che regolerà da sola l’intensità del recupero d’energia in base al traffico, lasciando comunque al guidatore la possibilità di intervenire manualmente con le palette al volante.


