Peugeot 408: design audace e tecnologia di alto livello

Tra le numerose novità presentate al Salone di Bruxelles c’è anche la nuova Peugeot 408. Si tratta di un’anteprima mondiale per questo importante aggiornamento. La fastback di Peugeot è protagonista di un vero e proprio facelift. Vari gli aspetti del design contemplati, con un’attenzione particolare sulla carrozzeria esterna. La gamma di motorizzazioni, invece, è composta da unità elettrificate, con possibilità anche di puntare sulla versione full electric.

Le dimensioni aiutano a capire il posizionamento. Con 4,69 metri di lunghezza, un passo di 2,79 metri e un’altezza di appena 1,48 metri, la 408 è lunga quanto serve per ambire alla fascia alta del segmento, ma rimane bassa e filante. Non è un’auto massiccia, non dà l’idea di voler dominare la strada dall’alto, piuttosto sembra cercare equilibrio tra presenza scenica e dinamismo. Dal vivo appare più slanciata che imponente, soprattutto se osservata di profilo.

Un design che si prende dei rischi

Il frontale è probabilmente la parte più “parlante” dell’auto. La firma luminosa a tre artigli è ormai un tratto distintivo di Peugeot, ma sulla 408 assume un ruolo ancora più marcato. Non è solo un elemento estetico: diventa quasi un’espressione, uno sguardo. I fari principali, più discreti e posizionati in basso, lasciano il palcoscenico alle luci diurne, creando un effetto visivo deciso, a tratti persino aggressivo.

Il posteriore segue la stessa logica. La scritta Peugeot illuminata non è un semplice vezzo stilistico, ma una dichiarazione d’identità. Piaccia o no, è un dettaglio che non passa inosservato, soprattutto di notte. Il profilo fastback, con la coda tronca e ben scolpita, completa un insieme che rompe con le forme più convenzionali del segmento.

Anche la scelta dei colori racconta qualcosa. Il Verde Flare, ad esempio, non è una tinta rassicurante. Cambia molto in base alla luce, può sembrare quasi giallo sotto il sole e diventare verde scuro all’ombra. È uno di quei colori che non si scelgono per caso e che probabilmente non vedremo su tutte le 408 in circolazione. Ma è coerente con lo spirito dell’auto.

Dentro è più razionale di quanto sembri

Salendo a bordo, la sensazione è diversa rispetto all’esterno. Qui la Peugeot 408 si fa più razionale, quasi prudente. Il Peugeot i-Cockpit è ormai una formula collaudata: volante compatto, quadro strumenti digitale da 10 pollici ben leggibile, schermo centrale da 10 pollici orientato verso il guidatore. Non ci sono rivoluzioni, ma affinamenti.

I materiali, soprattutto sugli allestimenti più ricchi, trasmettono una buona qualità percepita. Non tutto è morbido, ma l’insieme funziona. L’illuminazione ambientale aiuta a rendere l’abitacolo più accogliente, senza scivolare nell’effetto “discoteca”. I comandi personalizzabili sono comodi, soprattutto nell’uso quotidiano, quando non si ha voglia di navigare tra menu e sottomenu.

Lo spazio è uno degli aspetti meno appariscenti, ma più riusciti. Il passo di 2,79 metri si traduce in una notevole abitabilità posteriore, con 183 mm di spazio per le ginocchia. Anche chi siede dietro non ha la sensazione di essere sacrificato in nome del design. Il bagagliaio, poi, è uno dei più capienti della categoria: 536 litri in configurazione standard, che diventano 1.611 litri abbattendo i sedili posteriori. Valori concreti, che contano davvero nell’uso quotidiano.

Motorizzazioni: l’elettrico c’è, ma non è imposto

La gamma motori racconta bene l’approccio pragmatico di Peugeot. L’elettrificazione è centrale, ma non viene proposta come unica via possibile. Al vertice c’è la E-408, la versione 100% elettrica. Il motore da 213 CV e 343 Nm garantisce prestazioni brillanti, ma senza derive sportive. Ma la parola d’ordine è efficienza. Il consumo dichiarato di 14,7 kWh/100 km e la batteria da 58,2 kWh utilizzabili permettono un’autonomia fino a 456 km WLTP. Numeri credibili, soprattutto per chi usa l’auto ogni giorno e ricarica con regolarità. La ricarica rapida fino a 120 kW, con il classico 20–80% in circa 30 minuti, è ormai una necessità più che un plus.

Per chi non è pronto al salto totale nell’elettrico, c’è la 408 Plug-in Hybrid 240 e-DCS7. Qui il sistema abbina un benzina da 180 CV a un motore elettrico da 92 kW, per una potenza complessiva di 240 CV. L’autonomia elettrica può raggiungere fino 85 km. E questo consente di affrontare gran parte degli spostamenti quotidiani senza usare il motore termico. La batteria da 14,6 kWh si ricarica in poco più di due ore con una wallbox adeguata, un dettaglio che rende questa versione particolarmente interessante per chi può ricaricare a casa o in ufficio.

Infine c’è la Hybrid 145 e-DCS6, forse la più “razionale” della gamma. Meno potente, ma anche meno impegnativa, abbina un benzina da 145 CV a un cambio automatico elettrificato a sei rapporti. I consumi dichiarati di 5,0 l/100 km WLTP e la possibilità di viaggiare spesso in elettrico in città la rendono una scelta sensata per chi cerca equilibrio più che prestazioni.

La Peugeot 408, alla fine, non è un’auto che cerca scorciatoie. Non promette rivoluzioni, ma propone un’interpretazione diversa del segmento C, giocando su design, spazio e una gamma motori pensata per adattarsi a esigenze reali. Ed è proprio questa normalità “ragionata”, messa dentro un corpo fuori dagli schemi, a renderla più interessante di quanto possa sembrare a una prima occhiata.

Immagine di Riccardo Mantica
Riccardo Mantica

Gennaio 13, 2026

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