La nuova Lamborghini a cielo aperto è la Fenomeno Roadster e, fin dal primo sguardo, appare chiaro che il nome non sia stato scelto per caso. La nuova creatura di Sant’Agata Bolognese nasce per onorare la nobile tradizione delle few-off, quelle edizioni limitatissime che hanno segnato la storia del marchio. Il legame con il passato? Evidente. L’azzurro intenso della carrozzeria è un omaggio esplicito alla leggendaria Miura Roadster del 1968, l’iconica “aperta” che incantò i collezionisti di un’altra epoca.
Un cuore ibrido che batte a 9.000 giri
Sotto quel vestito azzurro batte un cuore pulsante iconico: il V12 aspirato da 6.5 litri, un capolavoro di ingegneria meccanica capace di erogare 835 CV a un regime di 9.250 giri al minuto. Ma la Fenomeno Roadster non si ferma qui. Perché ad affiancare il motore termico interviene la tecnologia ibrida, composta da tre motori elettrici (due posizionati all’anteriore e uno integrato nel cambio a doppia frizione a 8 rapporti).
Il risultato è una potenza combinata mostruosa. Ben 1.080 CV. Lo scatto da 0 a 100 km/h viene bruciato in appena 2,4 secondi, mentre ne servono solo 6,8 per toccare i 200 km/h. Per chi ha il coraggio di tenere premuto l’acceleratore, la progressione continua fino a superare i 340 km/h di velocità massima.
Ingegneria aerospaziale al servizio del piacere di guida
Realizzare una hypercar aperta senza comprometterne la dinamica è una sfida che i tecnici Lamborghini hanno affrontato attingendo a tecnologie derivate dall’aerospazio. Il telaio è una vasca in fibra di carbonio monofusoliera, ereditata dall’esperienza sulla Revuelto. Per garantire una rigidità strutturale pari alla versione chiusa, sono stati introdotti rinforzi specifici su parabrezza e rollbar, oltre a nuovi telai ausiliari.
L’ago della bilancia si ferma a 1.780 kg a secco, appena 10 kg in più rispetto alla Coupé. Uno sforzo ingegneristico straordinario che ha coinvolto anche l’aerodinamica: nonostante l’assenza del sistema S-Duct, la Fenomeno Roadster genera lo stesso carico aerodinamico della variante chiusa, ottimizzando al contempo il raffreddamento del V12 e riducendo al minimo le turbolenze all’interno dell’abitacolo per non rovinare l’esperienza dei passeggeri.
Controllo assoluto e DNA Racing

Domare una “belva” di tale portata richiede strumenti adeguati. La stabilità è garantita da ammortizzatori derivati direttamente dal Motorsport, completamente regolabili, e da un impianto frenante carboceramico di altissimo livello. Il contatto con l’asfalto è affidato a mescole Bridgestone della gamma Potenza, sviluppate appositamente per offrire precisione chirurgica sui cerchi da 21 pollici anteriori e 22 posteriori.
L’estetica è un trionfo di linee taglienti, con un muso che sembra voler divorare l’asfalto e un posteriore futuristico dominato dallo scarico esagonale rialzato. All’interno, l’atmosfera è quella di una cabina di pilotaggio: fibra di carbonio e tessuto Corsatex by Dinamica rivestono un abitacolo dove ogni comando si ispira all’aeronautica, rispettando la filosofia “feel like a pilot” che da vent’anni definisce l’anima Lamborghini.
Un tesoro per soli 15 collezionisti
La Fenomeno Roadster non è per tutti, né lo vuole essere. Ogni esemplare sarà un pezzo unico, ampiamente personalizzabile secondo i desideri del proprietario. Ne verranno prodotti soltanto 15 esemplari, con un prezzo che si aggira intorno ai 5 milioni di euro. Se state pensando di prenotarne una, siete in ritardo: tutte le unità sono già state assegnate a una ristretta cerchia di facoltosi appassionati.
Stephan Winkelmann, Presidente e CEO di Automobili Lamborghini, ha descritto così il progetto:
“Fenomeno Roadster rappresenta l’espressione più autentica dei valori del nostro brand: design visionario, performance senza compromessi ed esclusività assoluta. È un’interpretazione unica dell’emozione di guida creata per un ristretto gruppo di clienti alla ricerca di una vettura che vada oltre le convenzioni. Ogni esemplare è concepito come un capolavoro da collezione in cui l’eccellenza tecnica si unisce a un’artigianalità su misura.”
Lo sviluppo su strada si concluderà tra poco più di un anno, dopodiché i fortunati proprietari potranno finalmente stringere tra le mani il volante di questo capolavoro d’ingegneria italiana.


