La Aston Martin più potente di sempre è un mostro V12 da 850 CV

Niente compromessi, niente elettrificazione forzata e una sola regola: potenza pura. Con la nuova Valen, Aston Martin firma la vettura a motore anteriore più spietata e performante nei suoi 113 anni di storia. Un mostro a dodici cilindri nato per celebrare la tradizione delle edizioni limitate a marchio “V” e tirato a lucido per chi cerca un’esperienza di guida brutale, viscerale, quasi anacronistica.

Il nome non è un vezzo di marketing, ma una dichiarazione d’intenti. Deriva infatti dal latino valens, ovvero forte, potente. Dietro la sua genesi c’è la regia della divisione Special Vehicle Operations (SVO) in stretta sinergia con Q by Aston Martin, il reparto sartoriale che ha già sfornato pezzi da collezione come Valour, Valiant e DBR22.

L’amministratore delegato Adrian Hallmark l’ha definita senza troppi giri di parole come il punto di incontro definitivo tra peso ridotto, prestazioni record e impatto visivo devastante. Chi la vuole dovrà correre: ne realizzeranno appena 150 esemplari al mondo, con prime consegne fissate per il secondo trimestre del 2027.

V12 biturbo e 110 chili in meno: i numeri della furia

Sotto il lungo cofano in carbonio scalpita l’evoluzione più estrema del V12 biturbo da 5,2 litri. I numeri fanno impressione: 850 CV di potenza e una coppia spaventosa di 1.000 Nm erogati già a 2.500 giri/min.

A scaricare a terra questa valanga di cavalli ci pensa un cambio automatico ZF a 8 rapporti riprogrammato con le logiche di cambiata della Vantage GT4 da corsa. Il risultato? Passaggi marcia fulminei che sparano la Valen da 0 a 60 mph (0-96 km/h) in soli 3,0 secondi, fino a una velocità massima limitata elettronicamente a 344 km/h (214 mph).

La gestione della dinamica passa per tre mappe dedicate: Sport, Sport+ e Track. Nelle prime due, l’acceleratore risponde subito, con una corsa breve ideale per la strada; in modalità Track, invece, la risposta del pedale si allunga per garantire la massima precisione millimetrica tra le curve di un circuito.

Ma la vera magia la fa la “cura dimagrante”. Grazie all’uso massiccio di fibra di carbonio, alluminio, titanio e magnesio, la vettura taglia fino a 110 kg rispetto alla piattaforma V12 standard. E per chi vuole spingersi oltre, il pacchetto alleggerito opzionale lima altri 16,9 kg montando bracci e snodi delle sospensioni ricavati dal pieno in alluminio e bulloneria del telaio in titanio.

I pneumatici che parlano con l’auto

Per tenere a bada una simile irruenza, il direttore del Vehicle Performance Simon Newton e il suo team hanno lavorato d’ingegno sulla ciclistica. L’assetto monta di serie cerchi leggeri in magnesio, un telaietto posteriore ancorato rigidamente al telaio, molleggio specifico e ammortizzatori semi-attivi Bilstein DTX.

La frenata è affidata a dischi carbo-ceramici da 410 mm davanti e 360 mm dietro, gestiti da un servofreno calibrato per restituire un pedale consistente e modulabile al millimetro.

L’impronta a terra merita un capitolo a parte. Le coperture su misura Pirelli P Zero R (o P Zero Winter 2 per l’inverno) vestono misure generose: 275/35 ZR21 all’anteriore e 325/30 ZR21 al posteriore. La vera chicca tecnologica è l’integrazione della tecnologia Pirelli Cyber™ Tyre, sviluppata a quattro mani con Bosch Engineering.

Attraverso sensori annegati nella gomma, il sistema dialoga in tempo reale con l’elettronica di bordo, permettendo a ESP, ABS e controllo di trazione di ricalibrare le proprie soglie di intervento in base all’aderenza effettiva.

Scarico in titanio 3D

Su un V12 dell’Elvetico l’acustica non è un dettaglio, è metà dell’opera. Per la Valen è stato progettato un impianto di scarico quadruplo in titanio stampato in 3D, strutturato su due livelli (due uscite superiori e due inferiori) che ammicca al layout delle hypercar a motore centrale.

I terminali superiori restano sempre aperti e sono stati accordati con una frequenza che ricorda le canne di un organo, esaltando le note acute ai regimi più alti. Le uscite inferiori sfruttano invece valvole attive che si aprono in base alla mappa di guida inserita. Pur rispettando le norme di omologazione grazie a micro-silenziatori dedicati, il sistema abbatte le frequenze basse e amplifica quelle acute per regalare un crescendo sonoro d’altri tempi.

Design muscolare, carbonio a vista e abitacolo da caccia

Disegnata sotto la direzione di Marek Reichman, la Valen stravolge i canoni tradizionali. Il frontale è cattivo, dominato da fari sottili e incassati, un cofano scavato da una grande presa d’aria e una griglia geometrica con uno splitter affilato. Lungo le fiancate corrono sfogature laterali allungate per estrarre l’aria dai passaruota, mentre le minigonne integrano generatori di vortice a dente di sega per incollare la vettura all’asfalto riducendo la portanza.

Dietro scompare del tutto il classico lunotto: al suo posto c’è un portellone cieco in carbonio con ala integrata che dà accesso a un bagagliaio da 170 litri (personalizzabile con il set di valigie Touring Pack). La coda è segnata da una striscia LED a tutta larghezza con funzione di spoiler Gurney flap, posizionata sopra la griglia di estrazione del calore dei terminali di scarico.

Lo show-car sfoggia la speciale tinta Satin Andromeda Red, realizzata con tecnologia Chromaflair per far virare il colore dal rosso profondo al rame, fino a riflessi dorati e blu.

In alternativa si può richiedere la carrozzeria in fibra di carbonio a vista, lavorata con trama a spina di pesce perfettamente simmetrica e personalizzabile con trasparente colorato lucido o satinato.

All’interno domina il concetto di essenzialità funzionale. La console centrale in stampa 3D si inclina con decisione verso chi guida, ereditando la pulsantiera sportiva e lo schermo touch inclinato dalla hypercar Valhalla. Il cliente può scegliere tra sedili Sports Plus o scocche ultraleggere in carbonio, mentre i rivestimenti spaziano tra pelle Semi-Anilina ed Alcantara declinabili in cinque combinazioni cromatiche e impreziositi da motivi impunturati estendibili fino al cielo dell’abitacolo.

Immagine di Riccardo Mantica
Riccardo Mantica

Agosto 27, 2026

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