Czinger ha svelato la versione a cielo aperto della sua hypercar, la 21C Spyder. Realizzata in appena 30 esemplari con un prezzo base di 2,75 milioni di dollari, la vettura porta su strada il concetto di BioLogic Engineering, la filosofia del marchio californiano che unisce algoritmi di intelligenza artificiale e stampa 3D per progettare elementi meccanici con forme organiche, quasi ossee, capaci di eliminare ogni grammo di peso superfluo.
La svolta del freno integrato: nasce il sistema BrakeNode
La novità tecnica più rilevante al debutto sulla Spyder riguarda l’impianto frenante, denominato BrakeNode. Per la prima volta su un’auto di serie, il portagetto della sospensione, la pinza freno e i canali interni per il fluido idraulico non sono elementi distinti e assemblati, ma un unico blocco in lega d’alluminio Z301 realizzato in manifattura additiva.
L’assenza di tubazioni esterne e supporti tradizionali ha permesso di ridurre le masse non sospese del 30% — circa 700 grammi in meno per ogni ruota — incrementando al contempo la rigidezza della struttura del 30%. All’atto pratico, lavorando insieme ai dischi carboceramici (da 410 mm davanti e 390 mm dietro) e ai pistoni in titanio montati sulle pinze anteriori, il sistema garantisce una riduzione degli spazi di arresto che arriva fino al 15%.
Posto guida da caccia e plancia strutturale

L’impostazione dell’abitacolo mantiene il layout a due posti in linea (con il passeggero seduto dietro il pilota), una scelta mutuata dall’aviazione militare per ridurre la sezione frontale e ottimizzare la distribuzione dei pesi.
Su questa versione la plancia classica lascia spazio al NeuralNode, una struttura esoscheletrica in alluminio che accorpa in un solo pezzo il piantone dello sterzo, i comandi della climatizzazione e della dinamica di guida, oltre al quadro strumenti. Il passaggio dell’aria verso i diffusori dell’abitacolo avviene direttamente attraverso le cavità interne della struttura. Il tetto rigido asportabile in fibra di carbonio pesa soli 10 kg: trattandosi di una scocca progettata fin dall’origine per la guida a cielo aperto, la monoscocca (276 libbre, circa 125 kg) non ha richiesto appesantimenti strutturali sul fondo, se non un leggero rinforzo stratificato nei montanti anteriori per la protezione in caso di ribaltamento.
Un V8 da 11.000 giri spinto dall’elettrico

Sotto il cofano posteriore trova posto un V8 biturbo da 2,88 litri sviluppato internamente, accoppiato a un sistema ibrido con tre motori elettrici (due dedicati alle ruote anteriori e un terzo calettato sull’albero motore con funzione di generatore e supporto per eliminare il turbo lag).
I numeri di riferimento evidenziano il livello dell’ingegnerizzazione:
- Potenza complessiva: 1.250 CV (750 CV erogati dal motore termico, 500 CV dalla sezione elettrica)
- Coppia massima: 938 Nm
- Regime di rotazione: fino a 11.000 giri/min
- Peso a secco: 1.620 kg
- Prestazioni: 0-60 mph (0-96 km/h) coperto in 1,9 secondi, quarto di miglio in 8,7 secondi e 330 km/h di velocità massima.
Il V8 ferma l’ago della bilancia a 105 kg ed è scaricato a terra tramite un cambio sequenziale a 7 rapporti sviluppato con Xtrac, dotato di attuatori elettrici a 48V che completano la cambiata in meno di 100 millisecondi.
Carico aerodinamico e gestione della dinamica
A 241 km/h (150 mph) la 21C Spyder genera 1.482 kg di spinta verticale senza tetto, dato che sale a 1.500 kg quando la copertura rigida è installata (fino a toccare un valore massimo di 2.470 kg a 322 km/h). L’efficienza aerodinamica poggia sullo splitter anteriore, sulle paratie laterali profilate e sulla grande ala posteriore a doppio profilo, montata a 114 cm da terra per integrare la funzione di estrazione del calore dal vano motore.
La gestione della vettura varia su quattro mappe di guida:
- Street: marcia in elettrico con la sola trazione anteriore fino a 96 km/h, con il V8 che subentra oltre tale soglia portando la potenza a 1.140 CV.
- Sport: trazione integrale sempre attiva, risposta dello sterzo stradale e 1.140 CV pronti all’uso.
- Track: erogazione massima di 1.250 CV, logica di cambiata che mantiene i rapporti fino all’intervento del limitatore a 11.000 giri e massimo recupero d’energia per la batteria da 4,2 kWh.
- Track+: mappa dedicata esclusivamente all’uso in pista che abbassa l’assetto di 25 mm e irrigidisce gli ammortizzatori del 50%.
L’assemblaggio della vettura avverrà nell’impianto “Area 21” a Los Angeles, dove i clienti potranno personalizzare non solo verniciatura e rivestimenti, ma anche il colore e la finitura superficiale di ciascun componente metallico stampato in 3D.


