ELV Revolution: perché l’auto del futuro inizia quando sembra finita

Per anni abbiamo pensato che il momento più importante nella vita di un’automobile fosse la sua uscita dalla fabbrica. Oggi l’Europa sta ribaltando completamente questo paradigma. Il vero valore di un’auto potrebbe iniziare proprio quando smette di circolare.

È questo il messaggio emerso durante “ELV Revolution: quando la fine diventa un nuovo inizio”, primo appuntamento degli Autopromotec Dialogues, il nuovo ciclo di incontri che accompagnerà il percorso verso Autopromotec 2027, la biennale internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico in programma a Bologna dal 26 al 29 maggio 2027.

L’Europa cambia le regole del gioco

Il tema centrale dell’incontro, ospitato presso l’Automobile Club Milano, è stato il nuovo regolamento europeo dedicato agli End-of-Life Vehicles (ELV), ovvero ai veicoli fuori uso. Una normativa destinata a cambiare profondamente il modo in cui vengono progettate, costruite, utilizzate e infine smontate le automobili.

L’obiettivo non è più considerare un’auto a fine carriera come un rifiuto da smaltire, ma come una preziosa riserva di materiali e componenti da reintrodurre nel ciclo produttivo. Acciaio, alluminio, rame, plastiche e persino interi componenti potranno avere una seconda vita, riducendo la dipendenza europea dalle materie prime e abbattendo l’impatto ambientale dell’intera filiera. Il regolamento, approvato dal Parlamento europeo, entrerà in vigore dopo l’adozione definitiva del Consiglio UE e sarà applicato 24 mesi dopo la sua entrata in vigore.

L’economia circolare entra nel progetto dell’automobile

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il concetto di ecodesign. Non si parla più soltanto di costruire automobili più efficienti durante il loro utilizzo, ma di progettarle fin dall’inizio affinché possano essere facilmente smontate, riparate, riutilizzate e riciclate.

Un cambio di prospettiva che, come ha spiegato Luca De Vita, Responsabile Relazioni Istituzionali e Affari Regolamentari di ANFIA, coinvolgerà direttamente i costruttori. Il regolamento introduce infatti obiettivi progressivi sul contenuto di plastica riciclata nelle nuove vetture: almeno il 15% entro sei anni e il 25% entro dieci anni, con una quota significativa proveniente proprio dai veicoli fuori uso.

È un approccio che porta il concetto di sostenibilità molto più a monte: la circolarità non è qualcosa che si aggiunge al termine del ciclo produttivo, ma diventa parte integrante della progettazione.

Il valore nascosto dei veicoli fuori uso

Secondo Lorella Volpato, Vicepresidente di ADA – Associazione Demolitori Automotive e CEO di Autodemolizioni Volpato, il settore della demolizione sta vivendo una trasformazione profonda. Oggi gli operatori non sono più semplici gestori di rifiuti, ma protagonisti di una nuova filiera industriale ad alto contenuto tecnologico.

I dati ISPRA dimostrano che il comparto supera già il target europeo dell’85% di reimpiego e riciclo calcolato sul peso dei veicoli trattati. Una dimostrazione concreta di come la fine vita dell’automobile possa trasformarsi nell’inizio di una nuova catena del valore.

Dai ricambi usati nasce una nuova sostenibilità

Un altro tema affrontato riguarda il mercato dei ricambi rigenerati. Manuela Crippa, Head of Circular Economy Global Commercial and Marketing Development di Stellantis SUSTAINera, ha ricordato come oggi progettare un’auto significhi già prevedere il recupero futuro di materiali e componenti.

In un Paese come l’Italia, dove l’età media del parco circolante supera i 12 anni, i ricambi originali usati rappresentano una soluzione sempre più interessante, permettendo risparmi che possono arrivare fino al 70% rispetto al nuovo, senza rinunciare alla qualità e contribuendo contemporaneamente alla riduzione dell’impatto ambientale.

La tecnologia rende possibile la nuova filiera

L’economia circolare non può però funzionare senza digitalizzazione. Daniele Bresolin, Amministratore Delegato di Bresolin Spa, ha spiegato come oggi ogni fase del trattamento di un veicolo venga monitorata attraverso processi digitali, dalla presa in carico fino alla bonifica dei liquidi e alla gestione documentale.

Anche il mercato sta cambiando. Rosaria Amodio e Romain Gougeon di GiPA Italia hanno presentato dati che raccontano una crescente fiducia verso i ricambi provenienti dall’economia circolare. In Francia, considerata uno dei mercati più maturi, l’85% degli automobilisti accetta positivamente questa soluzione, mentre quasi il 90% dei riparatori la considera un vantaggio competitivo.

Un nuovo modo di pensare l’automobile

Ad aprire i lavori sono stati Pietro Meda, Presidente di Automobile Club Milano, mentre il confronto è stato moderato dal giornalista Roberto Sposini, direttore responsabile di Lifegate. A chiudere l’incontro è stata Enrica Lazzarini, Amministratore Delegato di Autopromotec, che ha sottolineato come gli Autopromotec Dialogues vogliano diventare un osservatorio permanente sui grandi cambiamenti dell’automotive, dalla sostenibilità alla trasformazione industriale fino ai nuovi equilibri dell’aftermarket.

Il futuro dell’automotive passa anche da ciò che resta

Per anni il settore ha concentrato l’attenzione su elettrificazione, software e guida autonoma. Oggi si aggiunge un quarto pilastro destinato ad avere un impatto enorme: la capacità di dare una seconda vita ai materiali.

La vera innovazione non sarà soltanto costruire automobili migliori, ma costruire automobili che possano rinascere più volte. Perché nell’automotive del prossimo decennio il concetto di “fine vita” potrebbe semplicemente non esistere più.

Immagine di Blueberry Magazine
Blueberry Magazine

Giugno 24, 2026

Articoli Correlati

Inizia la ricerca...