Ferrari cambia la storia: ecco Luce, la prima elettrica da 1040 CV

Ferrari ha presentato la Ferrari Luce nella cornice simbolica della Vela di Calatrava – Città dello Sport di Roma, luogo scelto per celebrare l’inizio di un nuovo capitolo nella gloriosa storia di eccellenza ingegneristica e innovazione della Ferrari. Proprio in questo giorno del 1947, la Ferrari conquistò la sua prima vittoria a Roma con la Ferrari 125 S, aggiudicandosi il Gran Premio di Roma sul circuito delle Terme di Caracalla. In quel giorno decisivo, il pilota Franco Cortese diede inizio a una leggenda di successi inimmaginabile. A distanza di 79 anni, la Ferrari torna a Roma per presentare un progetto che ribadisce il suo incrollabile impegno a ridefinire i limiti del possibile.

Per lo sviluppo della sua prima Gran Turismo a batteria, protetta da oltre 60 brevetti industriali, gli ingegneri di Maranello hanno attinto direttamente dalle competenze maturate nel motorsport, in particolare nel mondiale endurance (WEC). L’obiettivo dichiarato è ridefinire l’esperienza dinamica e l’identità emozionale delle vetture elettriche ad alte prestazioni.

Il progetto si configura come un manifesto di indipendenza ingegneristica. Di fatto ogni componente chiave, inclusi i motori e il pacco batteria da 122 kWh, è stato sviluppato internamente. Sul fronte della longevità e della tutela del valore nel tempo, il programma Ferrari Forever garantirà l’assistenza ufficiale e la possibilità di aggiornare il comparto energetico con celle di futura generazione e geometrie differenti, salvaguardando così il potenziale collezionistico del modello.

Il design di LoveFrom e l’aerodinamica strutturale

Per la prima volta nella storia recente del Cavallino, lo stile della vettura non è stato tracciato dal Ferrari Design Studio guidato da Flavio Manzoni. Maranello ha infatti affidato la carrozzeria a LoveFrom, il collettivo di design fondato da Sir Jony Ive e Marc Newson. La collaborazione ha introdotto un linguaggio visivo di rottura, improntato alla semplificazione geometrica e alla massima levigatezza delle superfici.

La silhouette è caratterizzata dalla glass house, una cellula abitativa a forma di conchiglia che si estende al di sotto della linea di cintura. Le ali e le appendici aerodinamiche anteriori e posteriori sono state concepite per ripulire i flussi d’aria, riducendo al minimo la resistenza all’avanzamento.

I gruppi ottici sono integrati all’interno di pannelli trasparenti strutturali che li rendono invisibili a vettura spenta; una volta accesi, i proiettori circolari posteriori richiamano la pulizia stilistica di modelli storici come la 360 Modena e la 458 Italia.

L’impronta a terra è definita da cerchi in lega da 23 pollici all’anteriore e 24 pollici al posteriore, le misure più grandi mai adottate su una Ferrari stradale. La scelta include una variante forgiata tradizionale a 5 razze aperte e una configurazione “chiusa” con design a turbina, ottimizzata per l’efficienza aerodinamica.

Abitacolo a cinque posti e interfaccia uomo-macchina

L’assenza dei tradizionali ingombri meccanici ed endotermici ha permesso di ridefinire l’architettura degli interni, superando i vincoli strutturali dei classici schemi transaxle. Per la prima volta il marchio propone una configurazione a quattro porte con cinque sedili singoli a regolazione elettrica. L’ambiente, rifinito in pelle italiana e Alcantara, utilizza vetri ad altissima precisione sviluppati in collaborazione con Corning per accentuare la luminosità a bordo.

La plancia adotta un approccio che unisce comandi fisici e reattività digitale. Il quadro strumenti, solidale al piantone dello sterzo, è stato realizzato in esclusiva con Samsung e sfrutta una tecnologia OLED multistrato, dove tre quadranti fisici sono incastonati in ghiere di alluminio anodizzato riciclato.

Al centro della scocca spicca uno schermo touch OLED da 12 pollici, regolabile tramite un’impugnatura in alluminio. In controtendenza rispetto a molti veicoli elettrici attuali, la gestione di funzioni primarie come il climatizzatore è affidata a pulsanti fisici e levette meccaniche. Sul tunnel centrale trova spazio la chiave in vetro Corning Gorilla, dotata di un display a inchiostro elettronico (E Ink) a consumo zero. Il comparto audio è composto da un impianto High-End da 3000 W con 21 altoparlanti — inclusi tweeter a nastro e diffusori ultrapiatti integrati nel cielo della vettura — coordinato dal software proprietario Ferrari Audio Director con 5 calibrazioni acustiche preimpostate.

Propulsione da 1040 CV

Il powertrain della Ferrari Luce è composto da quattro motori elettrici sincroni a magneti permanenti a flusso radiale, installati singolarmente su ciascuna ruota. Le unità sono in grado di raggiungere regimi di rotazione pari a 30.000 giri al minuto sull’asse anteriore e 25.500 giri su quello posteriore.

La potenza complessiva? Ben 1040 CV, con una coppia massima di 990 Nm. I dati ufficiali dichiarati indicano un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi, da 0 a 200 km/h in 6,8 secondi e una velocità massima superiore ai 310 km/h.

Per evitare l’appiattimento dell’erogazione della coppia alle alte velocità, tipico dei motori elettrici, Ferrari ha brevettato una specifica logica di gestione dinamica. Tramite l’utilizzo di palette al volante con innesto magnetico, il sistema simula la progressione lineare di un propulsore aspirato. In sostanza l’azionamento della paletta destra incrementa la coppia disponibile (che si monitoraattraverso un indicatore torque meter sulla strumentazione), mentre la paletta sinistra regola l’intensità del freno motore e la conseguente rigenerazione energetica in staccata.

Architettura a 800V

L’alimentazione della vettura è affidata a un pacco batteria ad alta tensione da 122 kWh progettato interamente a Maranello. L’impianto sfrutta un’architettura a 800 V, mutuando direttamente dalle competizioni gli inverter compatti e i convertitori CC/CC ad altissima efficienza, capaci di superare il 98%.

Il lavoro sull’aerodinamica di scia e l’adozione di griglie anteriori attive — che parzializzano il flusso di raffreddamento dei radiatori solo in caso di necessità termica — hanno permesso di ottenere il coefficiente di resistenza (Cx) più basso mai registrato su una Ferrari omologata per l’uso stradale. Questa gestione dei flussi consente alla Luce di dichiarare un’autonomia di circa 530 km con una singola carica. L’accumulatore è inoltre compatibile con i sistemi di ricarica ultra-rapida in corrente continua (DC) fino a una potenza massima di 350 kW.

Dinamica veicolo e integrazione del telaio strutturale

La risposta dinamica della Ferrari Luce punta a compensare l’incremento di massa tipico delle architetture elettriche attraverso il controllo attivo dei movimenti della ruota su tutti gli assi. Il telaio è stato progettato per integrarsi con l’alloggiamento della batteria posizionato sotto il pianale, che assume così una funzione strutturale. La scocca, realizzata combinando fusioni cave ed estrusi in alluminio, fa registrare un incremento della rigidezza flessionale del 25% e di quella torsionale del 35% rispetto ai precedenti modelli a quattro posti della casa.

La gestione della dinamica di marcia si basa sull’azione sincrona di tre elementi posizionati su ciascun gruppo ruota:

  • Un attuatore per la trazione e la rigenerazione della coppia.
  • Un attuatore elettrico dedicato alla sterzata (con asse posteriore sterzante indipendente).
  • Un attuatore per il controllo verticale dello smorzamento delle sospensioni.

Questo hardware è coordinato dalla nuova Vehicle Control Unit (VCU), la centralina di bordo che aggiorna i parametri di guida con una frequenza di 200 volte al secondo. La trazione integrale nativa consente un torque vectoring di tipo predittivo. Quindi la traiettoria non viene determinata esclusivamente dall’angolo dello sterzo, ma l’intero veicolo asseconda il raggio di curva variando istantaneamente la coppia sulla singola ruota e modificando il bilancio elastico delle sospensioni attive.

Quanto costa?

La Ferrari Luce viene proposta sul mercato con un prezzo di listino base di 550 mila euro. Questa base di partenza è strutturata per registrare incrementi significativi, quantificabili in oltre 100 mila euro, in funzione del livello di personalizzazione e degli accessori selezionati dal cliente in fase di configurazione.

Immagine di Riccardo Mantica
Riccardo Mantica

Maggio 26, 2026

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