Ferrari 849 Testarossa: il mito degli anni ’80 rinasce in chiave ibrida

Ferrari ha scelto un palcoscenico speciale per rispolverare un nome che fa battere il cuore a generazioni di appassionati. A settembre 2025, nel quartier generale di Maranello, è stata presentata la 849 Testarossa, un modello che segna il ritorno di una sigla capace di evocare immediatamente gli anni d’oro delle supercar italiane. Non è nostalgia sterile: qui c’è l’ambizione di fondere memoria storica e futuro elettrificato.

Il prezzo non lascia spazio a dubbi sul posizionamento: 460 mila euro per la coupé, mezzo milione per la Spider. Le prime consegne sono attese nel 2026, inizialmente in Europa.

Dentro la nuova Testarossa

Sotto la carrozzeria pulsa un V8 biturbo da 4 litri, 830 cavalli già pronti a spingere. Ma non finisce qui: tre motori elettrici aggiungono potenza e coppia, e la soglia psicologica dei 1.000 cavalli viene superata senza esitazioni. Risultato? Da 0 a 100 km/h in 2,2 secondi e una punta oltre i 330 km/h. Numeri che la collocano di diritto nella fascia delle hypercar.

C’è anche un lato pratico, per quanto relativo: con la sola energia delle batterie, la Testarossa percorre circa 25 chilometri. Pochi, ma sufficienti a muoversi in centro senza accendere il motore termico.

Per i più esigenti arriva l’Assetto Fiorano, un pacchetto che riduce il peso di una trentina di chili e introduce soluzioni aerodinamiche dedicate. È la configurazione che i collaudatori di Maranello hanno sviluppato pensando alla pista: sospensioni irrigidite, appendici in fibra di carbonio e assetto ribassato. In poche parole, la versione da scegliere se si vuole davvero spremere la nuova Testarossa tra i cordoli.

Un design che divide

Se la parte tecnica mette d’accordo quasi tutti, il design ha scatenato dibattiti. La linea della 849 Testarossa richiama solo in parte la sua antenata degli anni ’80. Niente feritoie laterali così marcate, niente proporzioni squadrate: le superfici sono fluide, scolpite, moderne. Alcuni vedono un giusto equilibrio tra tradizione e innovazione, altri rimproverano a Ferrari di aver usato un nome storico su una carrozzeria che “parla un’altra lingua”.

All’interno, l’approccio è più minimalista rispetto al passato recente. Meno schermi invadenti, più comandi al volante, una plancia che rimette il guidatore al centro. La scelta è chiara: ridurre la distrazione e riportare la guida pura come protagonista.

Un nome che pesa

Dietro questa vettura c’è anche una battaglia legale. Ferrari ha infatti riconquistato da poco i diritti esclusivi sul marchio “Testarossa” dopo una lunga disputa, e ha scelto di celebrare la vittoria ribattezzando così il suo modello di punta. È un segnale forte: la 849 Testarossa non è solo un’auto, ma un simbolo del legame tra la Ferrari di oggi e la sua storia.

Le reazioni sono contrastanti. C’è chi applaude il coraggio di evocare un mito e chi teme che un’auto ibrida e ipertecnologica tradisca lo spirito più selvaggio delle Ferrari degli anni ’80. Ma al di là delle opinioni, è chiaro che il nome ha già acceso un dibattito e riportato l’attenzione globale sul marchio.

La Ferrari 849 Testarossa è un manifesto di intenti. È un’auto che guarda avanti, sfrutta la tecnologia ibrida e offre prestazioni che fino a pochi anni fa sembravano impossibili su una vettura stradale. Al tempo stesso, richiama un nome che ha segnato un’epoca, un’icona che ancora oggi fa sognare.

Che piaccia o meno il suo design, la nuova Testarossa ha già raggiunto l’obiettivo principale: far parlare di sé e riaffermare Ferrari come marchio capace di unire mito e innovazione. Per chi potrà permettersela, sarà più di un’auto: sarà un pezzo di storia contemporanea.

Immagine di Riccardo Mantica
Riccardo Mantica

Settembre 12, 2025

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