Dacia ci riprova e scommette di nuovo sulle grandi volumetrie. Dopo l’addio alla Logan MCV, il marchio rumeno torna nel segmento delle auto da famiglia con la nuova Striker, una vettura da 4,62 metri che si posiziona a metà strada tra una station wagon e un SUV. La ricetta è quella classica del brand: tanta sostanza, un prezzo d’attacco sotto i 25.000 euro e un’altezza da terra di 20 cm che strizza l’occhio all’off-road.
Il design, firmato da David Durand, evita l’effetto pasticcio estetico che spesso caratterizza questo genere di incroci. La Striker si presenta invece con una linea massiccia ma filante, caratterizzata da forme squadrate che richiamano i tratti delle sorelle maggiori Duster e Bigster.
Muscoli e praticità su strada
Visivamente la vettura è equilibrata. Se il frontale si fa notare per i gruppi ottici a “T” e le prese d’aria generose, è la fiancata a mostrare il lavoro più interessante dei designer. La linea del tetto si allunga sul posteriore strizzando l’occhio alle classiche giardinette, mentre i passaruota protetti e i cerchi che arrivano fino a 19 pollici le danno un’impronta decisamente più muscolosa.
Debutta l’head-up display “low cost”

Dentro la Striker si respira l’aria di concretezza tipica di Dacia, ma con un netto salto tecnologico. Al centro della plancia verticale domina lo schermo dell’infotainment da 10,1 pollici, mentre la vera chicca è davanti al conducente: un virtual cockpit da 7 pollici che proietta le informazioni di guida direttamente su una superficie trasparente superiore, offrendo i vantaggi di un head-up display con una soluzione tanto semplice quanto economica.
La vita a bordo è facilitata da soluzioni intelligenti come i portabicchieri modulari a incastro sul tunnel centrale, i punti di ancoraggio rapido YouClip, la piastra per la ricarica wireless dello smartphone e le prese USB-C. Sulle versioni più ricche non mancano coccole insolite per il brand, come il volante e i sedili riscaldabili e regolabili elettricamente.
Lo spazio di una monovolume e un baule da oltre 600 litri
La vera forza della Striker sta nel passo generoso. Chi siede dietro ha a disposizione uno spazio per le gambe che non si trova sui comuni SUV di segmento C, con un’abitabilità che ricorda le grandi station wagon stradali degli anni Novanta.
Il bagagliaio supera i 600 litri di capacità minima e offre soluzioni di carico intelligenti:
- Pianale modulare: divisibile in tre sezioni per organizzare i bagagli.
- Doppio fondo: configurabile a seconda delle esigenze per sfruttare ogni centimetro.
- Portellone elettrico: disponibile per la prima volta con apertura “hands-free” tramite sensore sotto il paraurti.
GPL e il debutto del Full Hybrid 1.8

La gamma motori si concentra su efficienza e trazione, proponendo tre alternative basate su due motorizzazioni:
- Mild Hybrid-G 140 (1.2 Turbo): è la motorizzazione d’accesso che unisce la tecnologia micro-ibrida alla doppia alimentazione benzina/GPL.
- Hybrid 150 (4×4): associata esclusivamente all’allestimento Extreme, sfrutta il motore 1.2 per offrire una trazione integrale intelligente con modalità di guida specifiche per il fuoristrada e assistenza alla discesa.
- Hybrid 155 (1.8 Full Hybrid): la proposta più efficiente della gamma, capace di promettere consumi nell’ordine dei 20 km al litro nel ciclo misto.
Quattro versioni per ogni esigenza
La gamma si divide in quattro livelli di equipaggiamento ben distinti:
- Essential: la versione d’accesso per chi bada solo alla sostanza (sotto i 25.000€).
- Expression: il giusto mezzo per dotazioni e prezzo.
- Extreme: dedicata a chi cerca l’avventura, caratterizzata dalla trazione 4×4.
- Journey: pensata per chi cerca il massimo del comfort nell’uso quotidiano e nei lunghi viaggi autostradali.


