L’attesa è finita. Sono arrivate le prime immagini della nuova Dacia Striker, il modello che negli ultimi mesi la stampa specializzata aveva ribattezzato con nomi provvisori come Spacer o C-Neo. Alla fine, però, durante un’anteprima mostrata a Parigi, la casa romena ha tolto il velo rivelando il nome definitivo e confermando buona parte delle anticipazioni che circolavano da tempo.
Per Dacia si tratta di un passaggio piuttosto significativo. Il marchio del gruppo Renault, infatti, amplia la propria offerta affiancando ai SUV ormai consolidati della gamma – come Duster e Bigster – una vettura di impostazione diversa. La Striker non nasce come un SUV puro, ma come una sorta di crossover familiare, con linee più classiche e una forte attenzione alla praticità.
Secondo le prime informazioni diffuse dai media specializzati, la Striker arriverà sul mercato tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 con un prezzo di partenza inferiore ai 25.000 euro, mantenendo quindi quella filosofia di accessibilità che ha reso il marchio Dacia così popolare negli ultimi anni.
L’obiettivo? Offrire un’auto grande e pratica, ma senza costi proibitivi. Una ricetta semplice, quasi vecchia scuola. E forse proprio per questo interessante.
Una station wagon rialzata in un mondo dominato dai SUV

Negli ultimi dieci anni il mercato automobilistico ha vissuto una trasformazione evidente: i SUV hanno conquistato quasi tutto. Le station wagon, che per anni erano state la scelta naturale delle famiglie europee, sono lentamente sparite dai listini.
La Dacia Striker va un po’ controcorrente. È tecnicamente una station wagon di segmento C lunga circa 4,62 metri, ma con assetto rialzato, protezioni in plastica e un look che ricorda quello delle crossover moderne. Il design segue le linee più recenti del marchio: frontale verticale, firma luminosa aggiornata e una coda con fari collegati da una fascia scura. Dettagli semplici, ma abbastanza caratteristici da dare personalità alla vettura.
La Striker sarà anche una delle Dacia più grandi mai prodotte, posizionandosi sopra modelli come Jogger e accanto alla Bigster nella gamma di segmento C.
Ed è interessante notare come Dacia abbia deciso di non inseguire la moda del SUV puro, ma di reinterpretare la classica familiare in chiave più “avventurosa”. Un ritorno a un tipo di auto che, per molti automobilisti europei, resta ancora la più pratica.
Motori ibridi, GPL e trazione integrale
Dal punto di vista tecnico la Striker punta sulla versatilità. La gamma dovrebbe includere diverse motorizzazioni, tutte pensate per mantenere costi di utilizzo relativamente bassi. La base dovrebbe essere il 1.2 turbo da circa 140 CV, disponibile anche in versione bifuel benzina/GPL, una soluzione molto apprezzata nei mercati europei attenti ai costi del carburante.
Accanto a questo motore è prevista una versione mild hybrid, oltre a una variante full hybrid da circa 155 CV basata su un quattro cilindri da 1.8 litri. Non mancherà nemmeno una versione a trazione integrale elettrificata, che dovrebbe ampliare l’utilizzo della vettura anche su terreni meno facili o per chi vive in zone montane.
In sostanza, la Striker sarà una vettura “multi-energy”: benzina, GPL e ibrido. Una scelta coerente con la strategia Dacia, che punta a rendere l’elettrificazione accessibile senza abbandonare le soluzioni più economiche e diffuse.
Il ruolo della Striker nella nuova strategia Dacia
Dietro questo modello non c’è solo una nuova auto, ma una strategia. La Striker nasce per rafforzare la crescita in un segmento chiave, quello delle auto familiari di medie dimensioni.
Il nome stesso – “Striker” – è stato scelto per trasmettere l’idea di precisione e impatto, un po’ come nel bowling quando si abbattono tutti i birilli con un colpo solo. Ed è, probabilmente, quello che Dacia spera di fare nel mercato: colpire nel segno.


