Targare un’auto nata per correre solo in circuito è roba da matti. Eppure Lanzante ci è riuscito, portando al Festival of Speed di Goodwood una Bugatti Bolide perfettamente omologata per la circolazione su strada pubblica. Un lavoro tutt’altro che banale, dato che parliamo di un mostro da pista con una monoscocca in carbonio firmata Dallara, progettata rispettando gli standard di sicurezza per le competizioni nella massima serie del Mondiale Endurance (WEC).
La divisione Solitaire di Bugatti ha deciso di cogliere la palla al balzo: ha preso uno dei soli 40 esemplari della Bolide e lo ha trasformato in una one-off stradale. Il nome è Destrier, una fuoriserie dal valore incalcolabile. Basti pensare che la Bolide “normale” da cui deriva viene via a 5 milioni di euro.
Solitaire: tre fuoriserie in un anno

Per il reparto Solitaire, nato appena nel 2025, si tratta già della terza creazione. La prima era stata la Brouillard — una W16 Mistral cucita su misura per un collezionista olandese — seguita dalla F.k.p. Hommage, l’omaggio alla memoria di Ferdinand Piëch che mescolava la meccanica della Chiron con la carrozzeria della Veyron.
Con la Destrier si cambia registro: per la prima volta si parte dalla Bolide, mantenendo intatto l’enorme 8.0 W16 quadri-turbo da 1.600 CV.
Forme d’altri tempi e dettagli moderni
A tradire la parentela con la Bolide restano giusto i quattro scarichi posteriori. Per il resto la vestizione è totalmente nuova e pesca a piene mani dal passato, in particolare dalle varie declinazioni della mitica Type 57 (compresa la preziosissima Atlantic).
Non mancano i riferimenti alle Bugatti recenti: lo spoiler cita la Chiron Profilée, mentre i fanali riprendono il disegno della W16 Mistral. Il risultato è un corpo vettura complessissimo e piantato a terra, con un’altezza che non supera il metro.
Abitacolo da corsa, ma con un occhio ai viaggi

Che sotto sotto ci sia un’auto da corsa lo si capisce al primo sguardo: la prospettiva frontale è completamente attraversata da prese d’aria, dall’immancabile ferro di cavallo centrale fino alla presa d’aria sopra il tetto che porta aria fresca al W16 in posizione posteriore-centrale.
Dentro l’impostazione resta racing: volante da gara ereditato dalla Bolide, strumentazione digitale in rilievo e una plancetta di comandi al centro del cruscotto attorno alla quale spiccano quattro bocchette dell’aria ispirate agli scarichi della vettura.
Cambiano invece i sedili. Quelli originali da pista erano incompatibili con un lungo viaggio, così Bugatti li ha sostituiti con elementi più confortevoli. Più che sedili veri e propri, si tratta di “rivestimenti” imbottiti applicati direttamente dentro la monoscocca. Per le finiture il cliente ha scelto pelle marrone e uno speciale tessuto lavorato tridimensionalmente con filamenti di rame.


