Brabus Bodo: la prima supercar “indipendente” da 1.000 CV e 1 milione di euro

Il nome Brabus. Un brand che evoca immediatamente nell’immaginario collettivo le elaborazioni estreme realizzate sui modelli Mercedes, smart e Maybach. Ma nel corso di una storia industriale l’azienda di Bottrop ha saputo spingersi oltre i propri confini tradizionali, firmando collaborazioni di assoluto rilievo anche con marchi del calibro di Porsche, Rolls-Royce e Range Rover. Tuttavia, ora siamo di fronte a qualcosa di profondamente diverso dal solito. Si tratta del compimento di una promessa rimasta a lungo nel cassetto. Partorita da Bodo Buschmann, storico fondatore del marchio, scomparso nel 2018. I suo sogno? Costruire una vettura completamente indipendente e in edizione limitata.

Ed oggi quel sogno è stato realizzato. Da suo figlio, Constantin Buschmann e attuale amministratore delegato dell’azienda. Constantin ha deciso di onorare la memoria del padre traducendo proprio quel sogno in una realtà straordinaria. Il risultato? Questa straordinaria Gran Turismo 2+2, battezzata esattamente “Bodo“, come il nome del padre. Caratterizzata da una leggera carrozzeria interamente stampata in fibra di carbonio, la vettura rappresenta un oggetto da collezione destinato a pochissimi eletti. Ne saranno infatti prodotti soltanto 77 esemplari, proposti al prezzo di un milione di euro ciascuno.

Misure da ammiraglia

Le proporzioni stradali della Gran Turismo proprietaria di Brabus sottolineano una presenza scenica monumentale. La Bodo è lunga ben 5 metri, larga 2 metri e alta appena 1,30 metri. Il profilo è dominato da un frontale minaccioso e da un cofano motore eccezionalmente lungo.

A enfatizzare questa impronta a terra, bassa e allargata, contribuiscono i cerchi forgiati concavi Brabus Monoblock Z-GT “Shadow Edition” da 21 pollici (nella misura 9.5Jx21), sviluppati appositamente per questo modello e abbinati a pneumatici ad alte prestazioni Continental SportContact 7 Force nella misura 275/35 ZR 21.

Meccanica esasperata e aerodinamica attiva

Il comportamento dinamico e l’aerodinamica sono stati ridefiniti per gestire prestazioni da vera hypercar. Al posteriore spicca uno spoiler attivo che ottimizza il carico aerodinamico alle alte velocità, mentre il comparto sospensioni adotta uno schema a doppi bracci oscillanti all’anteriore e multilink al posteriore. L’assetto è gestito da un sistema regolabile direttamente dall’abitacolo su cinque livelli di rigidità, che permette inoltre di sollevare l’altezza da terra di 25 mm per superare gli ostacoli urbani, una funzione attiva fino alla velocità di 45 km/h.

Sotto il lungo cofano pulsa il propulsore V12 biturbo da 5,2 litri di origine Aston Martin, radicalmente evoluto dai tecnici di Bottrop. Come da buon DNA Brabus, la potenza è stata incrementata da 835 CV a ben 1.000 CV, mentre la coppia massima è salita da 1.000 Nm a 1.200 Nm. Tutta questa spinta viene scaricata sulle sole ruote posteriori attraverso un cambio automatico ZF a 8 rapporti, assistito da un differenziale a slittamento limitato. A fronte di un peso complessivo di 1.774 kg, i dati cronometrici sono impressionanti: lo scatto da 0 a 100 km/h richiede 3 secondi netti, la progressione da ferma fino a 300 km/h si consuma in appena 23,9 secondi, e la velocità massima raggiunge i 360 km/h.

Artigianalità esclusiva per 77 collezionisti

L’abitacolo della Brabus mantiene l’impostazione tecnologica della Vanquish di serie, ereditando la strumentazione digitale, il sistema multimediale e la disposizione della pulsantiera sulla console centrale, ma viene elevato a un livello superiore di cura artigianale. La plancia, i sedili e le bocchette della ventilazione sono elementi esclusivi sviluppati appositamente. In perfetta sintonia con la verniciatura esterna “Piano Black“, i rivestimenti interni utilizzano un accostamento cromatico di morbida pelle nera e pelle nabuk nera a contrasto, con inserti strutturali in fibra di carbonio.

Il dettaglio più intimo e celebrativo si trova però sui pannelli delle portiere, dove è ricamata direttamente sul rivestimento la firma autografa di Bodo Buschmann. La tiratura limitata a esattamente 77 esemplari non è casuale, ma omaggia l’anno di fondazione del marchio. Constantin Buschmann, alla presentazione ufficiale della GT, ha voluto ricordare così lo spirito del progetto:

Quasi cinquant’anni fa, mio padre decise di avviare la sua impresa. La sua passione ha costruito Brabus. C’era un’auto di cui parlava spesso, che alla fine non riuscì mai a realizzare. Era un sogno che aveva da molto tempo. Oggi onoriamo la sua eredità portando finalmente quel sogno alla luce.

Immagine di Riccardo Mantica
Riccardo Mantica

Maggio 21, 2026

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